Chi controllerà il Congresso?
Il modello statistico di Cassandra, aggiornato ogni giorno, con lo stato delle elezioni di metà mandato del 2026.
Camera
–
Probabilità di maggioranza
D –%R –%
Senato
–
Probabilità di maggioranza
D –%R –%
Aggiornato –
Media dei sondaggi
Lo storico del modello
Il modello si aggiorna ogni giorno con 30 000 simulazioni Monte Carlo. Qui
puoi vedere come si evolve lo storico delle previsioni per il voto nazionale.
Camera dei Rappresentanti
La Camera dei Rappresentati è composta da 435 collegi (chiamati distretti)
che eleggono un rappresentante, in quasi tutti vige il maggioritario, vince chi prende un voto in più del
candidato del partito opposto. Se i Democratici dovessero ottenere la maggioranza,
avrebbero il potere di far partire il processo di impeachment contro il presidente Donald Trump.
La maggioranza di tutti i distretti non ha
elezioni competitive, anche per via del Gerrymandering, il processo per cui i distretti vengono
ridisegnati per assicurare l'elezione ad un dato partito, come avvenuto nel recente ridisegno dei collegi
avvenuto tra il 2025 e l'inizio del 2026, che hanno dato ai repubblicani ben 9 nuovi seggi.
Lo storico del modello
Qui è possibile vedere come si sono evolute le probabilità per ogni partito
di
ottenere la maggioranza alla Camera e quanti seggi in media il modello pensa possa ottenere per ogni giorno in
cui è
in attività.
Senato
Il Senato è composto da 2 delegati per ognuno
dei 50 Stati. È la Camera con i poteri di confermare i giudici federali, inclusi quelli della Corte Suprema,
potere che Trump ha usato in maniera più estesa rispetto ai suoi predecessori. In caso di Impeachment il
Senato avrebbe il compito di decidere se rimuovere il presidente, con un voto a maggioranza qualificata di due
terzi.
Lo storico del modello
Qui è possibile vedere come si sono evolute le probabilità per ogni partito
di
ottenere la maggioranza al Senato e quanti seggi in media il modello pensa possa ottenere per ogni giorno in cui
è
in attività.
Sondaggi
Qui è possibile cercare tra tutti i sondaggi pubblicati dal New York Times, suddivisi tra sondaggi sul voto nazionale o sul singolo collegio/Stato. Per ogni istituto è presente il voto (da A+ a D) sulla sua affidabilità.
I sondaggi americani possono essere condotti su due diversi gruppi di persone, gli elettori registrati nelle liste statali (rv, o registered voters) o su un campione di elettori che si stima dovrebbero andare a votare (lv, i likely voters)
Come funziona?
Le elezioni negli Stati Uniti non sono elezioni nazionali come le concepiamo noi
in Italia, sono condotte a
livello locale, di distretto o di stato federato. Le elezioni di Midterm o di medio termine, coinvolgono
tutti i 435 membri della Camera dei Rappresentati e un terzo dei 100 Senatori.
Bisogna sostanzialmente predire il risultato di ben 470 elezioni locali. Per fare ciò si parte dai cosiddetti
Fondamentali: Cassandra li calcola su due livelli ovvero a livello Nazionale e a livello
Locale.
A livello nazionale esiste una relazione studiata (Abramowitz 1988) tra alcune variabili economiche (come la
crescita del PIL) e politiche (il tasso di approvazione netto del presidente) e il voto nazionale del partito
del presidente. Abbiamo reimplementato questo modello con una regressione lineare validata sulle elezioni di
medio termine e con una regolarizzazione L2 per
evitare che una qualsiasi variabile abbia troppo impatto nella stima.
Utilizzando poi lo stesso modello statistico impiegato per la media dei sondaggi
politici italiani, viene costruita una media dei sondaggi nazionali e di ogni singolo distretto. A livello
nazionale più ci si avvicina al giorno delle elezioni, più avrà influenza la media dei sondaggi rispetto al
modello "economico-politico".
A livello locale, vengono utilizzati i dati sulla composizione demografica di un collegio o Stato insieme alla
cosiddetta partisanship dello stesso (ovvero, quanto più a destra o a sinistra vota rispetto alla
nazione) per predire come voterebbe.
Per ogni distretto viene calcolato un "margine" tra il voto dei democratici e
quello dei repubblicani, pesando i sondaggi locali e la media nazionale a seconda di quanti sondaggi locali
esistono (per la Camera, la stragrande maggioranza dei seggi non riceverà nessun sondaggio, mentre per le
elezioni del Senato le sfide più importanti possono riceverne anche 30.)
A questo punto si simula il "giorno" delle elezioni con 30 mila simulazioni
utilizzando il Metodo Monte Carlo, cambiando in ogni simulazione una variabile a caso: cosa succederebbe
se i latinos decidessero di tornare in massa ai democratici in controtendenza rispetto al 2024? Cosa accadrebbe
se i repubblicani aumentassero il loro vantaggio delle zone della cosiddetta Rust Belt? E se i sondaggi
avessero sistematicamente sovrastimato un partito?
Questo insieme di simulazioni ci permette di avere le probabilità di vittoria di
ogni distretto e, cumulandole, di ogni Camera.
Modellazione statistica e design: Gianmarco Di Lella.
Fonte sondaggi: New York Times.
Voti degli istituti di sondaggi: Silver Bulletin.